Acne

Descrizione
Considerata quasi un passaggio obbligato della pubertà, l’acne, in realtà, può comparire anche più avanti negli anni. Proprio della malattia in età adulta si è parlato di recente a Washington al congresso dell’American Academy of Dermatology, dove gli esperti hanno sottolineato l’importanza di curarla adeguatamente. E’, infatti, un evento traumatico dal punto di vista psicologico e spesso a provocarla sono alterazioni ormonali da non sottovalutare.

“Specie nella donna un’acne poco sensibile al trattamento può far sospettare cause ormonali – conferma Carlo Pelfini, direttore dell’Istituto di Clinica Dermatologica del Policlinico San Matteo di Pavia -.
Gli ormoni coinvolti nella malattia sono gli androgeni, che, aumentando la secrezione di sebo e stimolando un ingrandimento del follicolo pilifero, contribuiscono alla formazione delle lesioni. Nella donna non è da escludere un eccesso di androgeni quando all’acne si accompagnano cicli mestruali irregolari, obesità, aumento dei peli corporei e calvizie. Nell’uomo, invece, l’aumento di questi ormoni può essere motivo di acne solo in casi eccezionali”.

Come si manifesta
Dal sebo abbondante ai “punti neri” fino alla malattia
Ogni centimetro del nostro corpo possiede circa quindici ghiandole sebacee, situate alla base dei peli, che producono il sebo. Quest’ultimo, però, se si forma in eccesso, può occludere i pori e innescare i meccanismi che portano all’acne.
Ma come si arriva alla malattia?
Vediamo una per una le fasi con cui si manifesta. All’inizio compaiono, sulla pelle del viso e della schiena, i cosiddetti comedoni (punti bianchi e punti neril, piccoli rilievi cutanei in corrispondenza dei pori occlusi, nei quali ristagna il sebo che non può uscire.
Successivamente, in corrispondenza dei punti neri, si instaura un processo infiammatorio, anche intenso, dovuto all’accumulo di batteri che infettano i pori.
A questo punto compaiono lesioni pustolose, i classici brufoli.
Da questi si formano espansioni dure, veri e propri noduli.
Nonostante l’impiego dei farmaci quasi sempre a base di isotretinoina), sotto il controllo dello specialista, l’acne che arriva a questo stadio di gravità lascia spesso cicatrici permanenti.
Consigli
Avere cura della propria pelle è importante: ecco qualche consiglio per combattere brufoli e punti neri.
La dieta, anche se non provoca l’acne, può peggiorarne i sintomi: meglio allora evitare gli eccessi di grassi, dolciumi e acolici, dando invece la preferenza a frutta e verdura fresche, carne e pesce magri, cereali integrali.
Anche l’irregolartà intestinale favorisce la malattia, perchè una mancata eliminazione delle tossine determina l’accumulo di scorie nell’orgartsmo e, quindi, nell’epidermide: correggere la stitichezza, soprattutto con una buona alimentazione, può quindi essere d’aiuto anche contro l’acne.
Le vitamine A, C ed E sono i toccasana naturali per la salute della pelle: ricordarsi di portarle a tavola, mangiando spesso frutta e verdura fresche.
Non dimenticare di idratare l’epidermide bevendo molta acqua.
Vietato schiacciare punti neri e brufoli, a meno di non rivolgersi a un’estetista.
Lavarsi il viso con acqua calda e sottoporsi di tanto in tanto a suffumigi: il calore contribuisce a liberare pori dal sebo in eccesso.
No ai saponi molto sgrassanti, che seccano troppo la pelle stimolandola a produrre più sebo; sì invece a prodotti seboregolatori o leggermente astringenti, a PH isoepidermico.
Attenzione anche a cosmetici: preferire prodotti studiati per le pelli acneiche, evitando le creme occludenti e oleose.
Volendo ricorrere a maschere di bellezza, scegliere prodotti a base di argilla, che purifica la pelle.
Il sole va bene, ma va preso con giudizio: un’esposizione non eccessiva migliora l’acne asciugando la pelle, ma se si esagera si ottiene l’effetto opposto perchè l’epidermide, per difesa, produce una maggiore quantità di sebo.
Note
Assolto il cibo
Anche altri fattori possono avere un ruolo, pur secondario, nella malattia: l’uso di prodotti cosmetici occludenti, alcuni tipi di farmaci (ma è un evento raro), eccezionalmente agenti chimici presenti nell’ambiente. Non esistono invece prove scientifiche che dimostrino una responsabilità di alimenti considerati “nemici” della pelle, come la cioccolata, gli insaccati, le patatine.
“Quando non si riesce a trovare una soluzione all’acne con l’aiuto del medico generico, è bene rivolgersi allo specialista – raccomanda Pelfini – Nelle forme lievi, che non guariscono spontaneamente o con l’uso accorto di un prodotto da banco, è sufficiente ricorrere a farmaci per uso locale, mentre nei casi più gravi ci vuole un trattamento specifico. La terapia antibiotica a base di tetracicline, per almeno tre mesi, è spesso efficace contro l’acne di media gravità: riesce a eliminare l’infiammazione connessa alla malattia e si è dimostrata ancora più efficace se abbinata a un trattamento locale con retinoidi (derivati della vitamina A)”.
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Le forme più complesse
“Nella donna la pillola anticoncezionale diviene necessaria quando si accerta che l’acne è d’origine ormonale – prosegue lo specialista – dovuta, cioè, a un aumento degli androgeni. In questi casi è importante aggiungere farmaci specifici per contrastare l’azione degli androgeni, ad esempio il ciproterone e lo spironolattone”. La terapia contraccettiva, inoltre, è indispensabile nelle donne che prendono la isotretinoina, il farmaco più potente per debellare l’acne. Questo preparato, infatti, può provocare malformazioni su un eventuale nascituro.
“Dall’acne, comunque, anche dalla più resistente, si guarisce, con un po’ di pazienza – rassicura Pelfini -. Se è di media gravità, il miglioramento si vede dopo due mesi, mentre per ottenere risultati consolidati ci vogliono da sei mesi a un anno”.

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