Osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Le ossa diventano quindi più fragili e sono esposte ad un maggior rischio di frattura per traumi anche minimi. Le fratture costituiscono l’evento clinico più rilevante dell’osteoporosi, anche perché interessano con maggiore frequenza il polso, le vertebre ed il femore.

L’osso, contrariamente a quanto si pensi, è un tessuto vivo e complesso, che si modifica continuamente attraverso un processo metabolico che prende il nome di “rimodellamento osseo” .

Questa continua attività di trasformazione e rimodellamento ha lo scopo di rendere le ossa più idonee alle esigenze funzionali delle varie età. Le sue cellule sono altamente specializzate:

* osteoblasti: dedicate alla formazione di nuovo osso
* osteoclasti: dedicati alla distruzione ed al riassorbimento dell’osso invecchiato
* osteociti: regolano autonomamente queste due attività.

In condizioni normali il processo si svolge con una sequenza precisa: prima intervengono gli osteoclasti, che producono una piccola cavità di riassorbimento; questa cavità viene poi riempita da nuovo tessuto calcificato ad opera degli osteoblasti, e così di seguito, con cicli continui della durata complessiva ciascuno di 90 giorni.

Se la quantità di osso neoformato è pari a quella di osso assorbito si ha una condizione di equilibrio metabolico.
L’osteoporosi sopraggiunge come evento finale di una serie di cicli durante i quali viene riassorbito più osso di quanto non se ne formi. Questo può avvenire perché gli osteoclasti lavorano troppo o perché gli osteoblasti lavorano troppo poco, o per tutte e due le cause assieme.

Poiché il rimodellamento nel suo complesso è regolato da un’enorme serie di fattori (ormoni, farmaci, attività fisica, patologie locali etc.) le cause che possono condurre allo sbilanciamento dei processi di formazione e riassorbimento, e quindi all’osteoporosi sono molteplici

La massima capacità individuale di accumulare minerale nell’osso viene raggiunta al momento del cosiddetto “picco di massa ossea”. Ciò avviene intorno ai 20-25 anni nella donna ed i 25-30 anni nell’uomo. Dopo questa età, se i meccanismi di controllo funzionano bene, l’osso rimane in equilibrio, nella donna sino alla menopausa, nell’uomo sino a 65-70 anni. Si tratta infatti di una patologia parafisiologica. Con l’arrivo della menopausa, di norma tra i 45 anni e i 55 anni, la rapida cessazione della secrezione di estrogeni condiziona una perdita progressiva di minerale dallo scheletro femminile, e dipendente da un prevalere del processo di riassorbimento su quello di formazione. Una menopausa precoce, o la menopausa chirurgica anticipano il momento in cui la donna inizia a perdere minerale.

Influenze dell’alimentazione sull’osteoporosi:

Calcio: Il calcio è una delle principali componenti della matrice ossea, pertanto una ridotta assunzione può rappresentare un fattore di rischio per la malattia .
L’assunzione regolare di latticini e legumi fornisce il giusto quantitativo di calcio. Tra le acque minerali sono preferibili quelle bicarbonato calciche ricche di calcio assimilabile, purché siano povere di sodio.

Proteine: Le proteine favoriscono l’assorbimento del calcio a livello intestinale e la sua fissazione alla matrice ossea,ma è importante non eccedere e preferire quelle vegetali e quelle del pesce.

Fibra: Molti studi hanno dimostratoche un adeguato apporto di fibra può migliorare l’assorbimento di calcio, in particolar modo fibra come l’inulina.

Sodio: Un’ assunzione eccessiva può compromettere lo stato di salute dell’osso, infatti determina un aumento dell’escrezione urinaria di calcio.

Fitoestrogeni: sono presenti sotto forma di precursori in circa 350 piante, ma la maggiore concentrazione è stata evidenziata in prevalenza nelle Leguminose, tra cui spiccano, per il contenuto di isoflavoni, i semi di soia. Gli isoflavoni sono in grado di modulare il turnover osseo e quindi molto utili in caso di osteoporosi.

Vitamine: Alcuni studi dimostrano un legame tra bassi livelli di vitamine del complesso B e bassa densità minerale ossea con aumentata incidenza di frattura dell’anca. Le vitamine del gruppo B sono contenute in maggior quantità nel lievito di birra, nel fegato, nella carne, nelle uova, e nei legumi.

Alcol e fumo: Studi su etilisti hanno messo in evidenza come l’etanolo, assunto in quantità importanti, favorisca la perdita di massa minerale ossea e aumenti del rischio di frattura. I soggetti alcolisti sono predisposti ad una maggior perdita di osso trasecolare (colonna vertebrale, anca, calcagno).

Il fumo di sigaretta sembra interferire con l’assorbimento intestinale del calcio. Numerosi studi evidenziano che le donne fumatrici vanno in menopausa due anni prima rispetto alle non fumatrici e tendono a perdere calcio più rapidamente dalle ossa con maggior rischio di osteoporosi.

Non per ultimo va elencato tra i fattori di rischio per l’osteoporosi,  la sedentarietà, infatti lo stimolo meccanico e dunque l’ attività fisica riduce il rischio di fratture secondarie e l’ osteoporosi. La più utile è quella che fa muovere il corpo contro la forza di gravità come camminare, ballare, salire le scale, jogging…

Fonte articolo

http://www.ladietaalimentare.it/la-dieta-alimentare/osteoporosi.html

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